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26.11.2018

9 startup italiane che investono in mobilità e internet of things

Tra i settori da tenere maggiormente d’occhio, quando si parla di startup, ci sono due settori molto differenti, che negli ultimi anni hanno cominciato a convergere. Il primo è la mobilità. Secondo il Worldwide semiannual mobility spending guide di Idc raggiungerà gli 1,8 miliardi di dollari entro 2022, con una forte spinta da parte da parte di nuovi device e app innovative. Il secondo settore è quello, ampio, dell’internet of things, che secondo i dati di Bain & Company passerà dagli oltre 200 miliardi di dollari complessivi del 2017 a oltre 500 mila entro il 2021. Due macroaree presenti alla terza edizione del Wired Next Fest 2018 di Firenze nello spazio di Reale Mutua.

Dante Legnani, fondatore di “Prontolo”

Prontolo
Prontolo è la realtà creata Dante Legnani e dal suo amico Davide per i pendolari di Milano e dintorni, che hanno poco tempo per le loro necessità immediate e quotidiane, come il delivery.Abbiamo dei pick-up point presidiati 7 giorni su 7, dalle 7.30 alle 22 nelle principali stazioni ferroviarie milanesi, dove il cliente può ritirare i suoi acquisti entro due ore dall’ordine e avere a disposizione gratuitamente power-bank per il viaggio di ritorno, un ombrello se piove, un libro da leggere e condividere, una casella postale, dove far recapitare acquisti fatti su altri siti e un servizio di lost&found”, spiega Legnani.

Forniscono anche servizio di consegna a domicilio nelle città nelle quali sono presenti, dalle 6.30 alle 8.30 e dalle 19.30 alle 21.30. A gennaio 2019 lanceranno la loro mobile app e una nuova piattaforma per il customer care.

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Immagine scattata con un drone da Luca Mastroianni

Droners
Droners nasce da un’idea di Luca Mastroianni, laureato in economia e commercio, con un master in business administration alla Sda Bocconi e una passione per fotografia e droni. “Mi sono reso conto dell’enorme potenziale offerto dalla tecnologia. I droni infatti possono essere utilizzati in tre macro categorie: foto e video, ispezioni di aree difficilmente accessibili e fotogrammetrie, ovvero ricostruzioni 2D e 3D di terreni o edifici utili per mappare lo status quo o come base di progettazione”, spiega.

Tuttavia, per integrare l’utilizzo dei droni nei processi aziendali servono diverse competenze e risorse, mentre il mercato è frammentato in piccole aziende o freelance, che su Droner.jobs possono appunto aggregarsi. La piattaforma oggi aggrega più di 200 droner in tutta Italia e offre opportunità per diversi settori, dalla ristorazione alle costruzioni, della pubblicità per immobili all’ambito assicurativo.

UniOne
È uno spinoff dell’Università di Padova ideato da sei studenti, Gaetano Petraglia, Giovanni Pedron, Enrico Spader, Giulio Toffano, Luca Pedron e Luca Laveder. La startup punta a creare un pianificatore di viaggi fatto ad hoc per i pendolari della community universitaria di Padova, basato in prima istanza sul carpooling. “Vogliamo creare un modello di mobilità sostenibile ed eco-friendly adatto alle città universitarie simili a Padova per fare scale up, e al momento stiamo cercando uno sviluppatore della nostra web app per concretizzzare le analisi e il nostro business plan”, ci spiega Petraglia.

Tripscommunity
Luca De Giglio, ragioniere programmatore, ha ideato Tripscommunity lo scorso giugno, per creare un’alternativa alle Ota (le agenzie di viaggio online). La sua startup del settore turistico extralberghiero sarà tecnologicamente nativa del mondo blockchain. “Siamo in fase di realizzazione di una demo decentralizzata prevista per gennaio del 2019. Siamo in partnership con la startup californiana Origin Protocol e nel 2019 prevediamo di offrire già una piattaforma utilizzabile. Stiamo organizzando il cdfunding”, precisa De Giglio.

I fondatori di Apio

Apio
Fondata nel 2014 da Lorenzo Di Berardino, Alessandro Chelli, Ulisse Ruiz, Alex Benfaremo, Matteo Di Sabatino, che studiano ingegneria informatica ed elettronica all’Università Politecnica delle Marche, Apio si occupa di “digitalizzare il mondo che ci circonda per creare nuova conoscenza e creare business esponenziali grazie al potere dei dati. Attraverso la nostra piattaforma ApioOS che coniuga internet of things, intelligenza artificiale e blockchain creiamo valore in diversi settori: industria 4.0, mercato energetico e smart cities”. Una soluzione, in fase di brevetto, è già alle porte, ovvero il primo progetto di digitalizzazione dell’energia, chiamato Prosumer Chain, che riunisce diverse realtà nazionali e internazionali come Acea, Indra e Cisco, con il supporto di Elis.

Ppq Sense
I soci fondatori sono tutti ricercatori del Cnr, laureati in fisica e hanno un’età compresa tra 40 e 70 anni: Ppq Sense è una startup nata grazie ad un esperimento scientifico, che ha permesso per la prima volta nella storia di rivelare il radiocarbonio tramite spettroscopia laser. “L’azienda nasce nel 2016 con lo scopo di vendere spettrometri laser per radiocarbonio, vista la carenza di mezzi per la tale importante applicazione” riassume uno dei fondatori, Iacopo Galli.

E aggiunge: “La misura del radiocarbonio ha applicazioni in molti campi, dalla classica datazione dei reperti alla tutela dell’ambiente, dalla sicurezza nucleare ai biocarburanti e terminando con il biomedicale”. Per questo, Ppq Sense cerca finanziamenti per la realizzazione del primo prototipo industriale. Attualmente, sta collaborando alla realizzazione di due strumenti semi-industriali per applicazioni in campo di sicurezza nucleare e biocarburanti.

Natech
Natech è stata fondata da Fabio Vignoli. “L’idea è nata dell’osservazione dei danni in agricoltura e agli incidenti stradali causati dagli ungulati” spiega. Oggi realizza dispositivi per l’allontanamento di ungulati con ultrasuoni di potenza, la cui gestione avviene in tempo reale tramite interfaccia web. Dopo tre anni di sperimentazione, lo scorso anno ha venduto circa 400 dispositivi ad aziende vitivinicole del Chianti e di Montalcino, ed è ora in trattativa per far entrare investitori provenienti dal mondo finanziario e assicurativo. Nei prossimi tre anni si dedicherà alla realizzazione di micro stazioni meteorologiche per contrastare le malattie dei vigneti, sistemi per il rilevamento degli incendi nei vigneti e monitoraggio degli ungulati.

Lapo Cecconi e Marco Scarselli

Kinoa
Kinoa è stata fondata nel 2016 da Lapo Cecconi e Marco Scarselli, con la partecipazione di alcune aziende toscane: i suoi ultimi progetti si chiamano Kimap e KibiGo. La prima è un’app-navigatore, con tecnologia brevettata, per persone con disabilità motoria, in grado di rilevare in tempo reale, tramite i sensori delle smartphone, i dati sulle condizioni delle strade percorse e suggerire all’utente in carrozzina il miglior tragitto in base ad accessibilità, tempo e distanza.

L’applicazione è scaricabile e funzionante in tutto il mondo. La seconda è un’esperienza dedicata ai giovani tra i 15 e i 25 anni ai quali viene offerta l’opportunità di sviluppare nuove idee attraverso un format che unisce la sperimentazione delle nuove tecnologie, l’educazione finanziaria tramite l’uso di una moneta virtuale, il Fiorino, e la realizzazione di veri e propri prototipi da lanciare sul mercato.

Quasar

La startup nasce dall’incontro di tre amici: Alessandro Colella, Daniele ed Ettore Salassa, ai quali si è unito Emanuele Salassa: come la loro startup, i quattro si dividono tra il settore moda, nello specifico quello degli accessori e dell’internet delle cose.

Da questa unione è nata Athena, una borsa intelligente che con un sistema Iot che permette di tenere traccia dei propri oggetti personali e avvisa al momento opportuno nel caso in cui uno di questi viene dimenticato: “Un’importante alleata per avere sempre sotto controllo tutti i tuoi documenti e i tuoi oggetti personali”, spiega Colella. La tecnologia ha ottenuto il brevetto del ministero dello Sviluppo economico come invenzione industriale ed è in fase finale di prototipia, terminata la quale si affaccerà sul mercato.


Fonte: WIRED.it
 

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